Come Collegare il Combinatore Telefonico ai Carabinieri

collegare antifurto ai carabinieriAbbiamo visto in un recente articolo come spesso, per tenere lontani i ladri dalla propria casa, basti la presenza di un antifurto ben visibile. A volte però questo deterrente non è sufficiente e c’è bisogno dell’ intervento immediato delle forze dell’ ordine in caso di effrazione.

Come fa l’antifurto a comunicare a Polizia e Carabinieri che è in atto un furto? Lo abbiamo già visto, attraverso il combinatore telefonico, un apparecchio spesso incorporato nella centralina che “chiama”, via linea fissa o cellulare con sim gsm, Polizia o Carabinieri. Un sensore di porta, di finestra, oppure un sensore di movimento invia l’allarme alla centralina che tramite combinatore fa il resto.

Per connettere l’antifurto alle forze dell’ ordine però dovete fare una richiesta scritta, utilizzando degli appositi moduli online.

A questo indirizzo c’è quello per richiedere di connettere l’allarme ai Carabinieri. La compilazione è facile. Nome e Cognome con l’indirizzo dove è installato l’antifurto e il testo del messaggio che è preregistrato quando parte la chiamata. Bisogna riportare anche indirizzo e numero di telefono di chi custodisce le chiavi per aprire la casa per un’eventuale disattivazione.

A questo indirizzo c’è invece il modulo di richiesta per connettere l’allarme alla Polizia di Stato. Anche in questo caso Nome e Cognome del richiedente con l’indirizzo ove si trova la casa o l’attività commerciale in cui è installato l’allarme. C’è una scelta da effettuare, barrando la casella A o B. Solitamente si sceglie la prima opzione quando ci riferiamo ad un antifurto in cui non sono presenti più di 2 linee telefoniche e c’è da attaccare solo la spina telefonica. L’opzione B si riferisce a quegli antifurti più complessi, ad esempio a quelli di edifici e banche, in questo caso bisogna anche allegare delle copie di autorizzazione di conformità rilasciate dagli installatori.

In ogni caso non si può connettere l’antifurto a Polizia e Carabinieri, ma bisogna scegliere una delle due. Fatelo tenendo a mente la vicinanza della Caserma o del Commissariato.

Cosa tiene lontani i ladri dalle case, le tecniche da loro utilizzate

consigli contro i furti
consigli contro i furti

A parlare questa volta sono gli stessi ladri, chiamati in causa da un team di criminologi dell’ Università statunitense di Charlotte in North Carolina. Hanno affermato che più di una volta su due, quando vedono una casa protetta con un antifurto, desistono dal loro intento criminoso. Lo studio è serissimo. Sono stati ascoltati quasi 500 detenuti in carcere per furto, intervistati dall’equipe degli universitari. Gli studiosi volevano carpire i loro segreti e capire quali sono i migliori deterrenti per evitare furti in casa. Tutta la ricerca è consultabile sul sito dell’ Airef, l’associazione americana dell’ industria di allarmi.

Cosa tiene lontani i ladri dalle case:
al primo posto c’è proprio la presenza di un antifurto o telecamere di sorveglianza (vedi foto sotto per la classifica). Il 60% degli intervistati ha dichiarato che desiste dal cercare di penetrare in una casa se è visibile la presenza di un allarme, specialmente in quelli che hanno pianificato un furto (pagina 4 della ricerca: “About 60% of the burglars indicated that the presence of an alarm would cause them to seek an alternative target altogether“).

deterrente contro i ladri

A seguire c’è la presenza di persone sul luogo scelto, il troppo passaggio di auto o pedoni, la mancanza di vie di fuga, rumori che vengono dall’ appartamento sotto occhio, presenza di vicini, prossimità di un posto di Polizia.

Quali sono le tecniche più utilizzate dai ladri per entrare dentro casa:
la maggior parte dei detenuti ha riferito che per penetrare nelle abitazioni usano porte, finestre aperte oppure le forzano scassinando serrature o utilizzando una chiave che avevano precedentemente acquisito in modo subdolo.
• Circa uno su cinque ha riferito di aver anche tagliato il telefono o i fili d’allarme in anticipo.
• Il cacciaviti è stato lo strumento più comunemente utilizzato dai ladri, seguito da martello e piede di porco.

Cosa cercano una volta entrati in casa:
al primo posto ci sono i soldi in contanti, il 79% degli intervistati (ecco perchè non è sbagliato lasciare in bella vista un po’ di cash per evitare la distruzione della casa, sperando che i malviventi si accontentino). A seguire gioielli ed elettronica, in Usa riferiscono anche di “drugs” ovvero medicinali che sono particolarmente costosi.

Cosa controllano i ladri prima di tentare il furto:
suonano principalmente il campanello per vedere se c’è qualcuno in casa, serrande aperte, luci accese, presenza di auto in giardino se è una villa, rumori dall’ interno, d’estate il funzionamento del motore del condizionatore, la presenza o no di posta in cassetta.

I trucchi per difendersi dai ladri:
come abbiamo visto basterebbe la presenza di un antifurto per scoraggiare i loro attacchi, in ogni caso anche noi possiamo fare qualcosa per tenerli lontani:

  • lasciamo la televisione accesa quando usciamo oppure programmiamo spegnimento ed accensione ad intervalli irregolari se la tv è dotata di timer;
  • lasciamo la luce accesa;
  • non facciamo accumulare posta ma incarichiamo qualcuno di ritirarla;
  • se abbiamo il condizionatore facciamo programmiamolo e facciamolo partire ad intervalli irregolari;
  • non serriamo del tutto le tapparelle, ma lasciamone qualcuna semiaperta.

I migliori Kit Antifurto Fai da te sul Mercato

kit antifurto fai da teColoro che intendono proteggere la propria casa e sono dotati di manualità e pazienza possono acquistare un kit antifurto, facendo da soli, senza l’aiuto di un tecnico, si risparmia ovviamente sui costi di installazione. Diamo un’occhiata ai modelli presenti sul mercato descrivendone prestazioni e prezzi.

Kit Sicurezzapoint by HDPRO: si tratta di un sistema di allarme composto da una centralina con combinatore Gsm che chiama in maniera automatica fino ad 8 numeri di telefono preimpostati, compresi quelle delle forze dell’ ordine. Nel kit è compreso un sensore di movimento da interni che invia un segnale di allarme in caso di presenza “umana”. Sensore magnetico da applicare a porta o finestra che “scatta” in caso di apertura. Possono essere acquistati più sensori da applicare a tutte le finestre da proteggere al prezzo di 24 euro ciascuno. Sirena autoalimentata a pannelli solari, non ha bisogno di alimentazione elettrica, durata batteria 5 anni.

Interessante la presenza di un modulo antijamming che individua i tentativi di hackeraggio sulla frequenza di 433 Mhz. Presente anche un app per Iphone ed Android per gestire via Internet la centralina.
Sebbene sia un prodotto economico il kit di Progesty ha la certificazione italiana e conformità per operare su territorio Eu.
Prezzo 498 euro.

Diagral propone un kit allarme fai da te composto da una centrale supervisionata con sirena, due rivelatori di movimento volumetrico, un telecomando a quattro pulsanti e un combinatore telefonico GSM.
La centrale supervisionata con allarme integrato è stata progettata e realizzata per supervisionare e proteggere voi e la vostra abitazione in caso di intrusioni o incendi, 24 ore su 24.
In caso di intrusione, la centrale attiva la sirena grazie ai rilevatori di movimento ed allo stesso tempo al combinatore telefonico che attiva i numeri predisposti in caso di allarme.Il rilevatore di movimento è perfetto per proteggere la vostra abitazione, il vostro studio o il vostro locale. Grazie ai raggi infrarossi, viene allertato nel caso di movimenti indesiderati.
L’impianto d’allarme, è facilmente controllabile sia dall’interno che dall’esterno dell’abitazione grazie ai telecomandi inclusi nel kit allarme fai da te.Il kit alla rme fai da te della Diagral è acquistabile ad un prezzo di circa 700 euro, iva inclusa.

Bentel, prevede invece tre tipologie di kit di allarme fai da te, una serie di soluzioni predisposte per chi è interessato a proteggere la propria abitazione, oppure in caso di piccole e medie istallazioni, a seconda della superficie interessata.
Le componenti per le istallazioni piccole e medie prevedono: una centrale ibrida ad 8 zone, sino a 32 per le istallazioni medio piccole, 4 sensori con immunità per gli animali domestici, box in plastica dove alloggiare la batteria con alimentatore e un carica batteria, sirena lampeggiante e tastiera per programmare il kit.
La soluzione residenziale, invece prevede una centrale ridotta a 4 zone, il comunicatore vocale ed eventualmente impostabile anche per gli SMS e la sirena autoalimentata e lampeggiante per comunicazione sonora in caso di effrazione.
I prezzi in questi casi, oscillano tra i 500 e 600 euro a seconda dell’area coperta e sorvegliata dal kit allarme.
Anche in questo caso, la casa di produzione Bentel, garantisce una tipologia atta a tutelare il locale prescelto da intrusioni da parte dell’esterno o in caso di incendio.
In caso di effrazione, il rilevatore segnala immediatamente l’accaduto alla sirena che emette un suono acuto. Allo stesso tempo, la centrale fa partire il segnale al comunicatore vocale il quale segnala l’intrusione anche via SMS ai numeri impostati.

Infine, Tecnoalarm propone sistemi di antifurto e kit fai da te decisamente più completi e anche più impegnativi per quanto riguarda il prezzo. Infatti, la gamma propone tre kit e rispettivamente questi vengono elencati nella serie basic, premium ed exclusive.
La versione basic del sistema TP4 di Tecnoalarm comprende una centrale d’allarme connessa al combinatore telefonico per linea telefonica analogica.
La centrale è inoltre completa completa di scheda di espansione e batteria. La visione di comando è prevista per un minimo di sei zone e il kit è collegato ad una sirena autoalimentata che si aziona in caso di apertura dell’ambiente non prevista.
Il comunicatore telefonico viene attivato immediatamente al segnale d’intrusione.
Questa è solo la versione base prevista da Tecnoalarm in fatto di kit di antifurto. Il suo prezzo è di circa 1200-1400 euro a seconda del tipo di installazione richiesta. Questo kit è perfetto per presidiare un’abitazione o un’area residenziale e quindi dalle dimensioni medio-piccole. La gamma Tecnoalarm è molto completa, dotata anche di soluzioni wireless in grado di coprire ampie superfici, non solo residenziali.

Consiglio per l’Acquisto di un buon Allarme per la casa

Progettare un sistema antifurto per casa richiede esperienza comprovata nel settore e particolari capacità tecniche. L’esperienza negli allarmi wireless oppure filari non si improvvisa, al di là di molte opinioni e pareri che si possono leggere in giro per blog o forum quello che conta è installare dei componenti validi dal punto di vista tecnico e posizionare i vari sensori dell’antifurto in modo da evitare l’importante problema dei falsi allarmi.

Immaginate cosa significhi un antifurto tarato male che scatta di continuo al passaggio di un gatto, di un uccellino, di una porta che sbatte, di una foglia che vola. Vi costringerà a disattivarlo e a rendere di nuovo la vostra casa vulnerabile.

Ci ricordiamo di un cliente che ci ha chiamato per un problema su un allarme che non avevamo montato noi. Non si riusciva a capire perchè scattava continuamente il sensore perimetrale esterno. Era lo stendino che quando volava creava il falso allarme. Abbiamo sostituito il sensore Pir che era veramente scarso.

Quando si progetta il posizionamento dei sensori ci possiamo far aiutare da una piantina dell’abitazione magari anche del giardino che circonda la casa qualora presente, si devono segnalare i possibili varchi ovvero quelle aperture dalle quali si ritiene potrebbero avvicinarsi eventuali ladri.

Dal punto di vista tecnico è facile trovare in giro prodotti molto economici: ad esempio si trovano centraline di allarme ad un costo di 100-120 euro, potrebbero essere affidabili secondo voi? Sono giocattoli, lasciateli stare. Anche se il mercato ha portato a produrre l’elettronica di consumo in paesi asiatici come Taiwan e Cina non vuol dire che siano tutti prodotti poco validi e super economici. Ormai in Cina producono tutti, anche marche come Bentel e Diagral contengono componenti cinesi, ma ci sono prodotti e prodotti.

Consigli per l’acquisto di un buon antifurto per la casa:

1) Accertatevi che la ditta che ve lo propone abbia delle sedi fisiche ovvero negozi dove si puo ritirare la merce e saggiare la bontà del prodotto. In tal caso potrà andar bene comprarlo anche dal sito, ma l’ecommerce eventuale deve essere un servizio in più per far risparmiare il consumatore finale e non l’unica finestra vetrina di quella azienda sul mondo dell’antifurto per casa.

2)Chi ve lo vende dovrebbe avere una rete di installatori con collegamenti reali sul territorio. Accertatevi che i prodotti per la sicurezza che volete acquistare vengano installati da anni.

3)Molto importante è da quanti anni è attiva la società che vi propone questi antifurti per casa, sotto i 10 anni lasciate perdere.

4)Utilizzate il buon senso circa il prezzo di un allarme. Una centralina economica mai sotto le 200 euro. Per un sensore volumetrico buono non scendete sotto 70-80 euro, i contatti magnetici costano poco. Le telecamera di video sorveglianza buone partono da 100 euro. Un sensore Pir, a meno di 50 euro, non lo trovate.

Purtroppo su Internet imperversano antifurti a doppia frequenza con mirabolanti app per android o iphone ipad, prima di farsi abbagliare chiedete al telefono se tutti i componenti che compongono il presunto sistema a doppia frequenza sono realmente a doppia frequenza o se invece solo la centralina ha un modulo per la seconda frequenza assolutamente inutile perché i sensori non sono doppia frequenza.

Esigete di sapere dove è stata prodotta la parte in doppia frequenza, in questo caso il cuore del sistema ovvero la comunicazione in doppia frequenza ed il sistema di antiaccecamento è bene che siano progettati e magari anche costruiti in Italia.

Per le app va ricordato che si tratta di applicazioni dove al posto di schiacciare sul pulsante invia della funzione sms del vs telefonino si schiaccia su pulsanti dentro questo applicativo che fanno armare o disarmare il sistema tutto qui in pratica la nostra esperienza ci dice che dopo l’entusiasmo iniziale l’utente preferisce inviare l’sms direttamente invece di andare a cercare la app corrispondente. Insomma non è tutto ora quel che luccica.

Installazione di un Antifurto per Negozio, Consigli e Prezzi

allarme negozioUn cliente di Torino ci ha richiesto un preventivo per l’ installazione di un antifurto per il suo negozio nel centro della città.
Il suo fondo commerciale è piuttosto grande: ha una dimensione di 100 metri quadri con 2 ingressi principali. La parte più facilmente “attaccabile” dai malintenzionati è però di soli 30 metri quadri dove ci sono i 2 ingressi del negozio. Il cliente ha voluto inserire una centrale con combinatore gsm incorporato (249,00) per avere il controllo da remoto ogni qualvolta si trova fuori città. Il combinatore è necessario sia per avvertire il proprietario via Sim mobile che su linea fissa mediante chiamate telefoniche.

Sugli ingressi (porte vetrine) sono stati posizionati 2 contatti magnetici wireless per porte e finestre color marrone scuro che ben si mimetizzavano con gli infissi(29,00 cadauno). Il funzionamento di questi 2 sensori è molto semplice: danno lʼimpulso di allarme quando il magnete si separa dal trasmettitore in fase di apertura.

nebbiogeno negozioAllʼinterno del negozio abbiamo poi installato un sensore Pir Bentel (volumetrico da interno a doppia tecnologia microonde ed infrarossi) via filo (45,00) per avere il controllo di tutto lo spazio interno dove si trovano la cassa e i gioielli che vende ogni giorno.
Avendo così 2 tipi di sensori (un volumetrico e 2 contatti magnetici perimetrali) il cliente può, mediante i telecomandi (22,00 euro cadauno) che ha in dotazione, parzializzare le zone tutte le volte che lo desidera. Ovvero, con un tasto può attivare tutto lʼimpianto in modo totale e con lʼaltro escludere il sensore volumetrico da interno quando si trova dentro il negozio.

Sempre allʼinterno del suo negozio ha inserito in un piccolo spazio nel soffitto anche un allarme nebbiogeno (690,00 euro, vedi seconda foto). Questa macchina è stata collegata via cavo al sensore Pir che le dà la conferma di attivazione tutte le volte che viene rilevato un intruso. La nebbia che viene emessa non lascia scorie, nè depositi e non è tossica. In pratica i ladri si trovano davanti una coltre molto densa di “nebbia” che non fa più vedere nulla per parecchi minuti, il tempo buono per l’arrivo delle forze dell’ ordine.

Infine come deterrente acustico per lʼesterno ha scelto una sirena filare (59,00) da 105 db dotata di lampeggiante, antisabotaggio ed antistrappo. Questo tipo di sirena ha bisogno di 6 fili di collegamento alla centrale (2 per lʼalimentazione, 2 per il segnale e 2 per il tamper antisabotaggio per ogni eventuale manomissione) ed è stata posizionata vicino allʼinsegna luminosa per essere resa visibile il più possibile.

Lʼinstallazione è costata in totale 1700 euro: in virtù di questo il cliente si è sentito molto soddisfatto del prodotto e della spesa sostenuta perchè è riuscito ad evitare un tentativo di furto proprio lo scorso mese.

Impianti di Domotica per il Controllo della Casa

domotica casaAvete mai pensato a degli impianti di domotica per la casa per migliorare la vostra qualità della vita tra le mura domestiche? Coniugando informatica ed elettronica, oggi la domotica è riuscita a rendere più semplice l’utilizzo di apparecchiature domestiche. Semplicità tradottasi in un risparmio di tempo e di denaro nello svolgimento delle attività quotidiane.

Quando si parla di impianti di domotica per la casa, si fa riferimento ad un’abitazione intelligente, capace di variare la configurazione dei congegni in essa contenuti in base a delle variabili (interne o esterne).
Come se non bastasse, l’impianto domotico ha la capacità di gestire in modo coordinato le funzioni che generalmente vengono eseguite dai singoli dispositivi (videocitofoni, interruttori, sistemi d’allarme etc).

Impianti di domotica per la casa – Cosa possono gestire?
Questo tipo di impianti può presentare differenti gradi di innovazione e complessità, in base alle tipologie e al quantitativo di dispositivi da integrare, come ad esempio: tapparelle, persiane, portoni, punti luci, televisori, decoder, proiettori, impianti di riscaldamento o climatizzazione, sistemi di videosorveglianza, antifurto etc.

Impianti di domotica per la casa – I costi
Quanto costa un impianto domotico? Domanda di difficile risoluzione, dato che le variabili da prendere in considerazione sono molteplici. Senza contare che, oltre al prezzo d’acquisto dell’impianto in questione, bisogna tenere conto dei costi derivanti da una corretta gestione e manutenzione.
Ad ogni modo, tra le già citate variabili, vi sono: metri quadri dell’abitazione, opere murarie, numero e grado tecnologico degli apparati da controllare, piano in cui è ubicata l’abitazione, configurazione dell’impianto elettrico, grado di difficoltà del montaggio.

Per farsi un’idea dei costi, basti pensare che Gewiss fornisce un impianto domotico standard da 32 pulsanti, punti di comando per le tapparelle, interruttori, 14 punti luce completamente indipendenti, un dispositivo per l’invio di Sms, 1 cronotermostato e altri servizi di default ad un prezzo che si aggira sui 4.500 euro.
Una somma piuttosto abbordabile, che non si differenzia di molto dai costi di un impianto tradizionale. Senza contare che i costi sostenuti per l’acquisto di un impianto domotico consentono all’immobile di accrescere notevolmente il suo valore, in più è possibile godere di funzionalità avanzate che di fatto semplificano la vita.

 

Sconti Fiscali per l’Acquisto di un Antifurto

detrazioni allarme

AGGIORNAMENTO: con la legge di Stabilità le detrazioni fiscali del 50% sono state protratte al 31 dicembre 2014, per tutto il 2015 saranno ancora presenti, ma scenderanno al 40%. Dal primo gennaio 2016 passeranno al 36%. Qui il link alla nuova guida fiscale predisposta dall’ Agenzia delle Entrate.

Coloro che hanno intenzione di installare un impianto di allarme per la propria casa, ufficio o impresa possono godere di ottimi sconti fiscali. I cittadini infatti possono detrarre fino al 30 giugno 2013 (le detrazioni sono state prorogate al 31 dicembre 2013 grazie al decreto legge numero 63 pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 6-6-13) il 50% delle spese sostenute, ma dopo tale data gli “sgravi” non terminano. Si abbasseranno al 36%, ma non avranno nessuna scadenza. Sono le misure previste dal D.l.83 del 22-6-2012 (Misure urgenti per la crescita del Paese) volute dal Governo Monti che proroga e aumenta le agevolazioni fiscali edilizie già precedentemente predisposte.

L’Agenzia delle Entrate ha predisposto un opuscolo informativo molto dettagliato sugli sconti fiscali, qui (detrazioni fiscali edilizia 2014-2015) è possibile scaricarlo e consultarlo, a pagina 8 c’è la parte relativa ai sistemi di antifurto.

Il testo recita chiaro riguardano a quali lavori spettano le detrazioni, in particolare ad: interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi. Cosa s’intende per atti illeciti? La lesione di diritti giuridicamente tutelati. La detrazione spetta solo su interventi realizzati su immobili, sono esclusi quindi i contratti con istituti di sorveglianza come ad esempio vigilantes e metronotte.

Possono quindi essere detratte le spese per:
-impianti allarme;
-videosorveglianza;
-realizzazione di cassaforti;
-porte blindate;
-inferriate;
-rafforzamento di recinzioni murarie;
-tapparelle metalliche;
-serrande metalliche;
-installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti;
-installazione di saracinesche.

Possono essere detratte anche le spese di progettazione, installazione, perizie e gli eventuali oneri di urbanizzazione.

A quanto ammonta lo sconto fiscale:
al 50% del totale della spesa sostenuta per 10 anni di detrazioni. Ad esempio se spendiamo 5mila euro (spesa massima prevista dal decreto è di 96mila euro fino al 3o giugno 2013 che diventeranno 48mila successivamente) per un impianto di allarme, possiamo detrarre 2500 euro in 10 anni, ovvero 250 euro di detrazioni annue.

Chi può usufruirne:
il proprietario dell’ abitazione in cui viene installato l’antifurto, ma anche l’inquilino, il nudo proprietario, soci di cooperative e di società semplici, chi gode del diritto di superficie o abitazione.

Come fare per godere delle agevolazioni:
innanzitutto si deve pagare con bonifico in banca o posta da cui devono risultare la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che paga e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento e poi seguire l’iter previsto dall’ Agenzia delle Entrate, vedi qui.

Le agevolazioni però non terminano qui. C’è anche l’Iva agevolata al 10%, ma solo in questo caso solo sui beni significativi. Esempio: per installare l’allarme spendiamo in totale 10 mila euro, di cui 2mila per la mano d’opera sull’ installazione e 8 mila per i componenti. Possiamo usufruire dell’ iva al 10% solo sulla differenza tra il totale della spesa e del prezzo dei beni significativi (10000 – 8000), quindi l’iva al 10% è applicabile su 2000 euro, sul resto sarà del 21%.

Il Combinatore Telefonico, Quale Scegliere Tra GSM e PSTN

combinatore allarmeQuando un antifurto si attiva ed individua un tentativo di effrazione o capta che qualcuno è entrato in un’area protetta invia subito l’allarme in due modi. Fa scattare la sirena acustica e visiva che dovrebbe spaventare i ladri e metterli in fuga e chiama telefonicamente il proprietario o le forze dell’ ordine. Quest’ultimo compito è demandato ad uno dei componenti fondamentali di un impianto, il combinatore telefonico.

Quasi tutte le centraline sono dotate internamente di un combinatore, in mancanza lo stesso può essere installato anche esternamente e collegato via wireless o filo. In pratica il combinatore telefonico è una piccola scheda madre con un chip. Quando il relè della centralina scatta, invia l’impulso elettrico a questo componente che inizia a telefonare. Può utilizzare sia la linea telefonica PSTN fissa oppure la rete del cellulare GSM oppure tutte e due insieme.

In fase di settaggio incidiamo un messaggio vocale che dovremo ricevere in caso di allarme. Lo stesso verrà poi inviato ai numeri preselezionati. Possono essere chiamate anche le forze dell’ ordine, in questo caso sarà necessario ricevere il via libera da parte di Carabinieri o Polizia tramite richiesta scritta.
I messaggi possono essere anche personalizzati a seconda del tipo di allarme: ad esempio quello relativo ad un tentativo di effrazione della porta, oppure della finestra o quello della violazione di un’area protetta. Alcuni combinatori possono anche inviare SMS.

Da telefono noi potremo fare diverse cose: disattivare o riattivare l’allarme tramite una combinazione numerica effettuabile con la tastiera del telefonino, oppure metterci in ascolto della zona controllata dall’ allarme, tutto ciò è fattibile grazie al fatto che molte centraline hanno anche un microfono.

I combinatori telefonici sono tutti dotati di batteria tampone autonoma, in caso di guasto o sabotaggio sulla linea elettrica continuano a telefonare. E’ sempre meglio dotarsi di un combinatore che incorpora sia la gestione della linea fissa del telefono che quella mobile Gsm visto che i sistemi di “disturbo” della linea dei cellulari possono essere utilizzati dai malintenzionati. I modelli più sofisticati hanno comunque un sistema antimanomissione.

Prezzi: quelli più economici costano circa 15-20 euro, i più affidabili possono superare i 100 euro.

 

 

Cosa sono e a cosa servono i Sensori Volumetrici

sensore volumetricoI sensori volumetrici rappresentano un componente fondamentale in un antifurto, sia che venga installato in un’abitazione, negozio, ufficio o in ambito industriale. A cosa servono? A riportare alla centralina, tramite segnale elettrico, il movimento all’interno di un’area posta sotto il controllo dello stesso sensore. A noi ovviamente interessa il movimento di un essere umano, di un potenziale ladro o malintenzionatoche si è introdotto nella nostra proprietà.

I sensori non devono “scattare” se c’è un gatto, il nostro cane, oppure se il vento fa muovere qualcheoggetto.Come fanno a non generare falsi allarmi? Facciamo un passo indietro spiegando un concetto semplice. Ogni corpo umano emette un diverso calore. I sensorivolumetrici sono dotati di infrarossi (passivo PIR) che “leggono” questo calore ed individuano se si tratta di un essere umano, un animale, un oggetto inanimato. Quandolo associano ad una persona fanno scattare l’allarme.

Alcuni sensori volumetrici hanno anche un chip a microonde ancora più sofisticato che codifica le radiazioni elettromagnetiche emesse da un corpo, o ancora, posseggono ambedue le tecnologie (infrarosso+microonde). Ovviamente i sensori ad infrarossi passivo sono quelli più economici, vanno bene per gli ambienti chiusi e semplici da controllare, come la nostra casa. Quelli che devono essere installati all’ aperto, in ambito industriale ad esempio, costano di più, visto che hanno l’obbligo di resistere alle intemperie, hanno un’area più vasta da tenere sott’occhio e sono soggetti a più interferenze di segnali. Spesso poi sono dotati di sistemi anti sabotaggio.

Il prezzo varia a seconda della tecnologia, della sensibilità (regolabile) e della distanza di rilevamento. Il sensore Pir infrarosso è molto economico, costa 1 dollaro, quello che è dispendioso sono gli apparati elettronici di contorno che servono per non farsi “distrarre” da tutti i segnali presenti nella nostra casa, tipo cellulare, wireless, telecomandi vari ecc. e quindi utili a non generare falsi allarmi. Le lenti interne poi influiscono sul prezzo finale, quelle Fresnel più low cost ma sufficienti in un impianto casalingo, quelle a specchio più complesse. Comunque i sensori volumetrici economici costano circa 20-30 euro, si sale fino a superare i 100 euro per i più sensibili e affidabili.

Dove installarli?
Diciamo subito che in una casa i sensori volumetrici dovrebbero essere l’ultimo step e potrebbero essere anche non installati. Il compito di un buon allarme è quello di tenere lontano dalla nostra proprietà i malintenzionati che devono fuggire prima di essere penetrati nelle nostre 4 mura. Investiamo quindi di più in sensori magnetici da applicare a porte e finestre, barriere perimetrali messe all’esterno su balconi e giardini, in inferriate e porte blindate.

Se però vogliamo creare un ulteriore filtro applichiamo i sensori volumetrici all’ interno di tutte le stanze. L’antifurto infatti può essere attivato in maniera parziale. La notte ad esempio possiamo “accendere” le zone soggiorno e “spengere” quelle dove dormiamo. L’allarme scatterà soltanto se qualcuno cammina nel soggiorno, al mattino ovviamente ricordiamoci di disattivarlo, visto che la sirena scatta da 10 a 30 secondi dopo il riconoscimento di un corpo da parte del sensore.