Guida Alla Videosorveglianza, tutto quello che c’è da Sapere

videosorveglianzaNegli impianti di allarme la videosorveglianza ha assunto sempre più un ruolo fondamentale nella prevenzione di atti illeciti. Viene utilizzata sia nelle grandi aziende, centri commerciali, negozi che nelle abitazioni dei singoli privati. La possibilità di controllare in video quello che avviene in un determinato luogo dovrebbe mettere al riparo da rischi derivanti da furti o vandalismi, oppure si opera un atto di prevenzione per proteggere da eventuali intrusioni.

La tecnologia si è evoluta tantissimo e ora tramite le telecamere di sorveglianza ed il protocollo Ip possiamo avere il completo controllo dei nostri spazi anche a distanza tramite connessione Internet. Anche se la maggior parte delle installazioni è ancora basata su sistemi analogici, chi intende optare oggi per questi dispositivi di sicurezza si orienterà quasi certamente sui modelli digitali.

I modelli analogici, infatti, anche se più economici di quelli digitali, offrono una risoluzione limitata e richiedono infrastrutture costose. Quelli su Ip, invece, spesso utilizzano l’infrastruttura di rete già esistente; inoltre il video è in formato digitale, e ciò ne rende più semplice la gestione, la registrazione ed il controllo. Nei modelli analogici, invece, il video (che una volta veniva memorizzato in formato analogico su nastri magnetici) dev’essere convertito in digitale da costosi apparecchi predisposti per questo compito, che poi provvedono alla registrazione su hard disk.

Inoltre, grazie alla tecnologia Power over Ethernet (PoE) le telecamere digitali possono essere alimentate tramite lo stesso cavo che trasporta il video, mentre quelle analogiche richiedono necessariamente un alimentatore dedicato.

dvr recorder bosch
dvr recorder bosch

Come sono composti i sistemi di video sorveglianza:
il cuore di tutto è il DVR o NVR, ovvero il videoregistratore digitale a cui sono connesse tutte le telecamere. All’ interno di questa “scatoletta” c’è un hard disk in cui vengono memorizzati i video compressi (codec h264, mjpeg ecc). I modelli più sofisticati registrano in broadcast ad alte risoluzioni, in full hd a 1080p, con 25-30 fotogrammi al secondo. Possono gestire anche fino a 16 telecamere e più. Il tutto è controllato da un software di gestione che è un vero e proprio centro di controllo.

Ci sono poi le telecamere, ogni dispositivo nell’ambito di un sistema di questo genere e un dispositivo di rete, e come tale viene gestito. Ogni telecamera ha quindi un proprio indirizzo IP per connettersi facilmente ai server di registrazione ed eventualmente può essere raggiunto da remoto tramite pc, smartphone o tablet, anche a grande distanza, grazie all’interazione con internet.

Un vantaggio dell’uso del protocollo Ip inoltre è che, essendo la rete di telecamere facilmente collegabile a internet, è anche possibile prevedere un sistema di alert tramite posta elettronica o sms. Le camere possono scattare foto ed inviare solo quando il sensore di movimento individua un’azione sospetta all’interno dell’ area controllata.

software di controllo telecamere
software di controllo telecamere

La struttura di un sistema di videosorveglianza prevede generalmente un sistema centralizzato che riceve i flussi video dalle telecamere e li gestisce, registrandoli ed eventualmente analizzandoli in tempo reale. Ci sono due soluzioni disponibili: o ci si affida a un cosiddetto Digital Video Recorder (DVR), oppure a un software di videosorveglianza installato su un computer server.

Come funzionalità offerte spesso le due soluzioni si equivalgono, ma quella software è più indicata per sistemi complessi, grazie a potenze di calcolo superiori e alla possibilità di essere aggiornati facilmente.

Solitamente è possibile decidere se registrare i flussi video in modo continuato, oppure di ridurre la registrazione solo in determinati eventi. L’evento tipico che fa scattare la registrazione video è il Motion Detection, ovvero la rilevazione di movimenti all’interno della scena inquadrata. Se l’immagine non cambia, il sistema resta fermo, ma nel momento in cui si rileva qualche modifica, provocata solitamente dal passaggio di una persona o di un’autovettura, il video viene memorizzato per un lasso di tempo predefinito. Questa tecnica permette non solo di ridurre drasticamente il volume di dati da memorizzare, ma anche di semplificare il controllo quando si rende necessario verificare gli eventi accaduti in una delle zone sorvegliate. Ovviamente tutto ciò non è possibile se sì sorveglia una zona particolarmente trafficata, ma è l’ideale, per esempio, per tenere sotto controllo degli uffici durante i periodi di chiusura.

Per installazioni non molto complesse, con un numero di telecamere relativamente limitato, oggi è possibile ricorrere anche ai comuni dispositivi di memorizzazione condivisa in rete, i Nas. Con poche centinaia di euro è infatti possibile acquistare dispositivi che. oltre ad offrire i normali servizi di un Nas, dispongono di applicazioni dedicate a questo tipo di attività, che prevedono non solo la registrazione ma anche l’analisi del flusso video per rilevare il movimento all’interno della scena.

Un’alternativa a queste soluzioni sono proprio le telecamere Ip, che riescono a fare tutto ciò autonomamente. Ogni telecamera ha un proprio processore e un software integrato che si occupa di tutto, non solo dell’elaborazione del video come fanno i processori dedicati delle telecamere portatili, ma possono anche applicare il motion detection, dialogare con la rete e registrare in una propria memoria i file video.

Che risoluzione?
è molto importante questo parametro perchè in base alla risoluzione che abbiamo scelto dobbiamo comprare le telecamere adatte e calcolare lo spazio che ci serve per immagazzinare i video.
La risoluzione serve a stabilire che livello di dettaglio aspettarsi. Per esempio, per riconoscere un volto a breve distanza potrebbe bastare una definizione standard, mentre in un distributore di carburante ne servirebbe una sufficiente almeno a leggere i numeri delle targhe delle vetture.

Poi c’è l’obiettivo, che dev’essere scelto in base all’inquadratura e alla distanza fra la telecamera e il punto da riprendere, per esempio un grandangolo o un teleobiettivo. Per esigenze particolari si può inoltre ricorrere a obiettivi a lunghezza focale variabile, dei veri e proprio zoom che però in seguito devono essere gestiti da un operatore, così come un operatore è quasi sempre necessario nel caso dei cosiddetti modelli Ptz (Pan-Tilt-Zoom), che dispongono di un sistema motorizzato in grado di spostare il punto di ripresa e di effettuare ingrandimenti di dettagli della scena.

Esistono infine anche modelli più evoluti, i quali dispongono in aggiunta di ottiche intercambiabili proprio come le fotocamere reflex, con tanto di standard per il sistema di aggancio al corpo della telecamera.

Altra considerazione da fare prima di scegliere le telecamere: riprendo di giorno o di notte, devo sorvegliare fuori o all’ interno?

Spesso i sistemi di sorveglianza devono essere installati in zone scarsamente illuminate o in luoghi all’aperto, magari esposti alle intemperie. Nel primo caso, per ottenere immagini nitide, è necessario rivolgersi verso modelli sensibili ai raggi infrarossi, invisibili per l’occhio umano ma non per i sensori digitali. La luce infrarossa, però, può rovinare la qualità delle riprese diurne, per questo motivo le telecamere standard dispongono di un apposito filtro che impedisce che questi raggi raggiungano l’obiettivo.

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