I Prezzi degli Antifurti per la Casa

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prezzo-antifurtoTra le tante mail di richiesta informazioni che riceviamo quella più gettonata e relativa al prezzo di un antifurto per la casa. Le persone interessante ad un’installazione si chiedono quale budget dovranno impiegare, quale sarà la spesa da mettere in conto.

Oggi cercheremo di affrontare quest’argomento, cercando di essere il più precisi possibile per dare un’ idea di massima del prezzo di ogni componente di un sistema di allarme. Ovviamente il costo è influenzato dalla qualità del prodotto, dalla marca, cercheremo di mantenerci sulla media, prendendo a riferimento componenti ne’ di fascia alta, ne’ quelli più economici.

Iniziamo subito partendo dalla centralina, probabilmente il pezzo più costoso di un sistema di allarme. Quelle relative a piccoli impianti hanno un costo compreso tra 250 e 500 euro. Ricordiamo che parliamo sempre di prodotti di qualità media. A 500 euro in ogni caso ci avviciniamo anche a prodotti “top” come la Daitem Primera, Tecnoalarm TP8 o la Risco Rokonet Agility 3, quest’ultima gestisce l’impianto anche a distanza tramite Internet.

Il prezzo della centrale è influenzato da vari fattori. Innanzitutto da quante zone può gestire. Di solito c’è una coppia di numeri che accompagna il modello, ad esempio 8-28. Significa che possono essere coordinate da 8 a 28 zone. Ogni zona corrisponde ad un punto di controllo, ad esempio il balcone, la camera da letto, il soggiorno, il terrazzo ecc.

La presenza del combinatore Gsm è molto importante e fa alzare il costo, questa scheda all’ interno della centrale permette la connessione con il telefono o il cellulare per inviare messaggi vocali in caso di allarme. Così come la presenza di tastiera touch screen al posto di quella in gomma è un plus che fa lievitare il prezzo. E’ comunque anche la qualità della marca che influenza il costo finale.

I sensori rappresentano un altro componente importante in un impianto di antifurto. Senza di loro non funzionerebbe nulla, perchè inviano l’allarme in presenza di un essere umano nella zona sottoposto al loro controllo. I normali sensori PIR da interni non costano molto, circa 40-50 euro. Anche in questo caso ci sono prodotti con una maggiore qualità da 100 euro.

Si sale un pochino quando dobbiamo installare barriere perimetrali con sensore attivo e passivo per gli esterni. In questo caso possiamo spendere dai 150 ai 250 euro per barriera. La scelta dei sensori di un allarme è vasta comunque, ci sono anche quelli a doppia tecnologia, microwave + infrarossi, specialmente per esterni, costano un po’ di più, con una media di 120-180 euro.

La sirena che va posta all’aperto ha un range di prezzo compreso tra 80 e 130 euro, quella da interno costa qualche decina di euro in meno.

Non influenzano il prezzo finale di un preventivo i contatti magnetici, veramente molto economici. Ognuno di loro costa dai 10 ai 30 euro, poca cosa per un’ottima resa finale.

Se optiamo anche per l’installazione di videocamere di sorveglianza dobbiamo mettere in conto almeno 50-150 euro per ogni camera. Qui però i prezzi hanno una grossa oscillazione. Come detto ci sono telecamere economiche da  una cinquantina di euro, mentre quelle professionali costano anche 1000 euro. Il compromesso per un impianto casalingo, che non basa tutto sull’ importanza delle videocamere è 150 euro per quelle da interno e 250 per quelle da esterno. Possono essere collegate ad Internet tramite normale router.

Altri componenti che possono essere aggiunti sono tastiere, telecomandi e chiavi elettroniche.

Siamo giunti alla domanda di partenza. Quanto costa un antifurto per la casa? Mettendo in conto un impianto tipo con centrale e combinatore Gsm, 2 sensori interni, e 2 esterni, con 3 contatti magnetici e Sirena esterna, con installazione e test ha un prezzo compreso tra 1200 e 1700 euro. Ricordiamo che sono prezzi indicativi che possono spostarsi verso l’alto a seconda della marca scelta e dalla difficoltà di installazione.

I Rilevatori di Presenza Pir

Sul mercato ci sono tantissimi gadget elettronici che si mettono in allarme quando percepiscono la presenza umana. Sono utilizzati per gli ascensori, per le porte a chiusura automatica (da non confondere con le foto cellule o con gli interruttori ad inclinazione) , per le  uscite anti incendio allarmate, per impianti di illuminazione automatica, ma soprattutto per gli antifurti. In quasi tutti i casi, il movimento di un uomo mette sull’ “attenti ” il rilevatore che comunica con un altro componente il suo stato, in questo caso di attivazione.

 Si chiamano rilevatori pirolelettrici Pir, acronimo inglese di passive infrared. Questi sensori possono avere una lunghezza compresa fra 2 e 20 centimetri e costano molto poco, soprattutto se rapportati alla loro importante funzione all’ interno di un impianto di allarme. Si spendono 20 euro circa per sensori pir da interno fino ad arrivare a poche centinaia di euro per quelli da esterno con una circuiteria complessa.

sensore-pir

Come un Rilevatore capisce che un uomo è in movimento

alla base del funzionamento di un Pir c’è il suo sensore a raggi infrarossi. Ogni oggetto che possiede una temperatura superiore allo zero perfetto emette energia termica, calore, in forma di radiazione elettromagnetica. Gli uomini irradiano energia ad una determinata lunghezza d’onda. I sensori PIR sono tarati per rilevare questa lunghezza d’onda Si accorgono del movimento di un corpo quanto lo stesso si presenta nella zona sottoposta al loro controllo. In pratica misurano a distanza questo calore.

Il termine “piroelettrico” significa calore che genera energia elettrica (in questo caso, un segnale elettrico di piccola ampiezza).Lo spettro di controllo del sensore è significativamente influenzato dalla lente posta davanti al rilevatore stesso Quella più utilizzata è la Lente di Fresnel che amplifica lo spettro condensando la luce in più punti per una taratura e controllo migliore.

L’ampiezza di copertura di un rilevatore non sarà mai comunque di 180 gradi se installato su una parete, siamo fortunati si il funzionamento è garantito per 110 gradi, in ogni caso ciò è sufficiente dato che a noi basta coprire i punti in cui i ladri possono penetrare, come una porta p un’area ben definita.

sensore-a-muro

I Falsi allarmi

un rilevatore può spesso generare falsi allarmi se non ben tarato. I disturbi possono essere molti. In primis la presenza di animali in casa o in giardino. Per questo motivo la maggiorparte dei sensori è dotato di funzione “pet immune” che garantisce di non generare allarmi al passaggio di animali fino a 30-40 chili.

Dato che un Pir è molto sensibile al cambio di temperatura dobbiamo fare attenzione a fonti di calore come camini, stufe, condizionatori, ventilatori che possono alterare la sua precisione nella rilevazione. Anche oggetti in movimento perpetuo come le pendole degli orologi possono dargli fastidio. La luce diretta del sole oppure che si infrange in materiali riflettenti come specchi e superfici opache può essere di ulteriore disturbo. In questo caso si può pensare anche ad installare un sensore in doppia tecnologia che fa uso anche di microonde per il controllo.

Il sensore Pir si connette alla centralina in modalità wireless su una doppia frequenza, 433 e 868 Mhz, oppure per via filare. Quest’ultimo metodo è un po’ più complesso ma garantisce una maggiore sicurezza e un minor assorbimento di corrente su tutto l’impianto. Nel caso della connessione wireless i rilevatori sono dotati di batteria a lunga durata che emette un segnale di controllo quando si sta per esaurirsi. Si installano a muro oppure a soffitto.

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Installazione antifurto per casa Milano

Un nostro tecnico che utilizza la marca HDPRO ci ha inviato delle immagini della installazione di un antifurto a basso costo che ha effettuato vicino a Milano, in realtà tra Milano e Torino in una località che ovviamente per motivi di riservatezza non possiamo svelare. Sensore da esterno HDPRO

L’ installatore, con poche centinaia di euro, ha configurato e attaccato al muro dei sensori da esterno doppia tecnologia e pet immune ovvero che non scattano in presenza di animali di piccola taglia, possiamo vederlo nella prima immagine.

Questi rilevatori, chiamati anche sensori magnetici o contatti porta a circuito chiuso,  si connettono ai bordi delle porte  delle finestre e delle tapparelle. Il loro funzionamento e garantito da sensori magnetici senza fili i quali fino a quando la porta resta chiusa, restano sovrapposti creando un circuito chiuso, poi nel momento in cui la porta viene aperta il sensore viene interrotto e parte l’allarme.

Installare questo antifurto è molto semplice e può essere fatto anche da tutti, anche chi non è particolarmente esperto. Basta seguire questi pochi passaggi per avere una maggiore sicurezza per la vostra abitazione . Il nostro amico installatore qui di seguito ha inviato 2 sensori magnetici per porta o finestra di colore bianco e di colore nero.

Tra i servizi forniti vi è anche la colorazione RAL del sensore nella tonalità corrispondete all’imposta. Ringraziamo il nostro tecnico, chi volesse richiedere un preventivo può contattarlo cliccando qui sopra in alto nella richiesta per  allarmi wireless su molte città italiane tra cui Roma Milano Torino Genova Firenze Pisa Livorno.

sensore porta finestra                         sensore antifurto senza fili

Qual è il miglior antifurto in kit per casa wireless?

allarme casa in kit

esempio di kit allarme per casa

Molti ci inviano delle richieste su come scegliere il miglior antifurto per la propria casa, il sito antifurtoallarme.com è stato creato da un gruppo di tecnici, installatori o semplici hobbysti, desiderosi di condividere con i lettori le loro esperienze e conoscenze nel campo degli impianti d’allarme. L’intento è quello di offrire consigli, con un linguaggio semplice e alla portata di tutti, a chi voglia comprare  un kit antifurto casa e non abbia ancora le idee chiare su quale allarme per la sua abitazione scegliere. 

Fondamentale e’  l’attenzione al prezzo del prodotto scelto. Grazie all’e-commerce, infatti, anche un impianto anti-intrusione e’ acquistabile on line. E’ possibile trovare dei pratici kit antifurto fai da te, che non richiedono la presenza di un tecnico per l’installazione e con la comunicazione tra i sensori senza fili, grazie alla quale non è necessario operare interventi sulle murature se non il semplice forare con un trapano le pareti per attaccare i sensori volumetrici chiamati anche pir o infrarossi.

Su questo blog o forum si sono affrontati argomenti sui vari tipi di impianto di allarme, i kit allarme fai da te, l’antifurto senza fili, l’allarme GSM, i kit antifurto wireless, e alle loro componenti, ma anche le leggi e le normative fiscali in materia, ciò che riguarda l’installazione e l’importanza anche degli ausili di protezione passiva, come le porte blindate.

Non dimentichiamo che attualmente e’ possibile usufruire dello sconto del 50% di detrazione fiscale sugli acquisti dei kit antifurto, crediamo sia una occasione da non perdere.

Alcuni esempi di marche di sistemi antifurto possono essere  HdProDaitem, Diagral, Tecnoalarm, Logisty, Bentel e così via.

Quale Rilevatore scegliere per il proprio Antifurto

sensore_allarmeI sensori, chiamati anche rilevatori, utilizzati nei sistemi anti intrusione sono dei componenti fondamentali in un impianto di allarme. Il nome spiega già tutto a proposito del loro compito, ovvero quello di individuare l’accesso di un intruso all’interno dell’area sottoposta alla loro sorveglianza. Può essere un appartamento, un ufficio, un magazzino, un negozio o la parte perimetrale di un edificio o villa.

I sensori si accorgono del movimento di un corpo umano e inviano un segnale alla centralina che fa scattare l’allarme. Attraverso la sirena si attiva quello visivo e acustico e con il commutatore telefonico Gsm parte la chiamata. Insomma il sensori è importantissimo in un antifurto per la casa e l’acquisto va ben ponderato, così come la giusta installazione. Sul mercato ci sono vari tipi di rilevatori che possiamo riassumere in quattro tipi:

  • Pir, passive infra red ovvero a raggi infrarossi
  • Sensori a microonde
  • A doppia tecnologia
  • Interrati.

I Pir a raggi infrarossi

sono quelli più utilizzati ed anche i più economici. La circuiteria elettronica controlla il sensore infrared che capta la temperatura d’ambiente a distanza di parecchi metri. Quando un intruso, che emette calore, entra nel campo visivo di controllo, il sensore si “accorge” del cambiamento di temperatura e fa scattare l’allarme.

I prezzi partono da poche decine di euro, ma possono arrivare anche a superare i 200 euro per i modelli da esterno con alta protezione Ip contro acqua, pioggia, vento e neve e dotati di sistemi di antisabotaggio.  Possono essere installati singolarmente oppure in coppia. In questo ultimo caso si forma una barriera a raggi infrarossi. Ci sarà un emettitore di raggio infrarosso ed un ricevitore, quando viene interrotto questo filo invisibile per il passaggio di un essere umano, parte l’allarme. Le barriere di questo tipo sono molto utili per essere installate a protezione di muri perimetrali, giardini, balconi e terrazzi.

Rilevatori a Microonde

si utilizzano onde ad alta frequenze lanciate dal sensore. Viene calcolata l’energia impiegata per “saturare” la stanza controllata nello stato di quiete. Quando un estraneo penetra internamente o esternamente l’energia per “riempire” la zona è cambiata, a questo punto scatta l’allarme.

A doppia tecnologia

si utilizzano gli infrarossi e le microonde. Si fa un doppio controllo e l’impulso di allarme viene inviato soltanto se le due condizioni danno esito positivo.

Interrati

utilizzati in pochi casi e soltanto per aree militari o con sorveglianza doppia.

Quale sensore scegliere.

Un buon installatore è in grado di darvi il consiglio giusto, ma per coloro che hanno il pallino del fai da te vi possiamo suggerire alcune cose. I pir sono molto veloci nell’attraversamento, ovvero nel riconoscere una persona che attraversa in maniera perpendicolare rispetto al sensore la zona da lui controllata. I microonde invece sono molto efficaci nel riconoscere l’avvicinamento di un estraneo che cammina verso il sensore.

Fonti di calore, ventilatori, specchi, camini, materiali riflettenti in alluminio, oggetti in movimento perpetuo sono tutte cose che disturbano i Pir. Onde radio, forni a microonde, ripetitori tv e di telefonia cellulare danno fastidio ai microwave. Ricordate che i doppia tecnologia abbassano la “sensibilità” di un antifurto, ma potrebbero non scattare quando c’è bisogno. Tutti comunque hanno la funzione “pet immune” che serve per ridurre i falsi allarmi al passaggio di animali da casa come gatti, cani, uccellini in giardino.

Wireless o filare:

sempre meglio utilizzare un filare, meno intercettabile, ma se non ne potete fare a meno scegliete i sensori che trasmettono in doppia frequenza, 433 e 866 Mhz, una sicurezza in più contro eventuali tentativi di intrusione. I sensori collegati con filo consumano inoltre meno batteria.

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I Sensori Interrati che si nascondono per proteggere aree Aperte

sensori_interratiI sensori interrati per antifurti sono molto importanti perché garantiscono un elevato grado di efficacia contro le eventuali intrusioni da parte di individui provenienti dall’esterno che calpestano l’area sotto protezione.

Vengono definiti in questo modo perchè si installano al di sotto del livello del terreno, adatti per proteggere luoghi dall’elevata importanza dal punto di vista culturale, come musei, monumenti di alto interesse storico ed edifici caratteristici, ma anche per le abitazioni private, uffici, capannoni e negozi.

Questi particolari sistemi sono totalmente invisibili dall’esterno e il loro percorso non può mai essere individuato da un occhio umano. Tutto ciò conferisce a questo metodo di protezione una determinata rilevanza anche per ciò che riguarda la stabilità e l’efficienza.

Come funzionano:
i sensori, quando attivati, creano un campo magnetico sensibile alle vibrazioni del calpestio. Ovviamente sono tarati per non inviare un allarme se un piccolo animale attraversa il campo, diversamente l’impulso è inviato alla centralina che fa suonare la sirena e partire la chiamata telefonica tramite combinatore.

I sensori interrati per antifurti possono essere inseriti in terreni di qualsiasi tipologia, dalla terra battuta all’asfalto, dal prato all’acciottolato passando per superfici fangose e porfide. Gli eventuali avvallamenti non mettono in difficoltà l’installazione di una protezione del genere, che riesce a garntire sempre e comunque una copertura uniforme e dall’alto grado di sicurezza per chi ne fa utilizzo.

Questi rilevatori sono molto utili perché consentono di inviare un allarme in caso di intrusione di essere umani, trascurando l’eventuale apparizione di piccole creature appartenenti al mondo animale, tra i quali gli uccelli, cani e gatti che, in altre occasioni, potrebbero far suonare l’antifurto per errore. I sensori sono stati progettati per essere altamente resistenti ad ogni variazione atmosferica e meteorologica, oltre a possedere un tasso molto ridotto di interferenze esterne al sistema e possono essere utilizzati anche insieme alle barriere perimetrali a raggi infrarossi.

I sistemi di protezione perimetrale interrata possono funzionare anche in collaborazione con il sistema GPS, che offre la possibilità di installare tubi nel terreno e attraverso un’attenta analisi dei vari segnali provenienti dall’ambiente circostante.

Tra le marche più note, quella della GPS Standard offre molteplici opportunità di protezioni perimetrali invisibili, che possono essere gestite grazie alla rete di centralizzazione del Multiplex 2000. Quest’ultimo è determinato da un’Unità di Controllo Perimetrale che si occupa delle periferiche dei vari sistemi remoti o locali e funziona con l’ausilio di una coppia di linee ad alta velocità.

Anche Lynx ha creato un sistema di sensori di questo tipo e funziona mediante il campo elettromagnetico, che intercetta tutte le intrusioni e scopre il punto esatto in cui un individuo si va a posizionare. Torosicurezza risponde con un sistema di GPS dalla totale invisibilità, che può essere installato in maniera flessibile e fonda le sue basi su un principio idraulico a differenza di pressione. In conclusione, esistono sensori interrati per antifurti che possono essere adatti a qualsiasi tipo di esigenza e per ogni categoria di cliente.

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Come funzionano i Sensori di Antifurto a Doppia Tecnologia

sensori_doppia_tecnologiaI falsi allarmi rappresentano il punto debole di un sistema di antifurto. Gli installatori lo sanno bene. Un allarme che “scatta” in maniera errata è inefficace e non fa il suo dovere. Il problema è rappresentato dalla sensibilità dei rilevatori che devono essere ben tarati secondo le peculiarità della zona da controllare. Il problema si può risolvere utilizzando i sensori di antifurto a doppia tecnologia.

Cosa sono, come funzionano? I sensori a doppia tecnologia utilizzano due “sistemi” per controllare la presenza di un essere umano nell’area sottoposta alla loro vigilanza. Sistema uno: microonde, sistema due: raggi infrarossi.

Abbiamo già affrontato il funzionamento dei sensori volumetrici da interno, semplici, economici ed efficaci allo stesso tempo. Si tratta di rilevatori Pir passivi che riescono a “comprendere” a distanza quella che è la variazione termica nell’area controllata. Quando passa un essere umano, che emette calore, viene inviato un allarme.

I falsi allarmi:
come detto questa problematica preoccupa molto gli installatori. Il sensore non deve inviare un segnale di allarme quando passa un gatto, un cane, quando un uccellino si posa davanti. Oppure se posati all’esterno quando il sole ci riflette contro, quando c’è vento o piove. Sono tutti motivi di disturbo che possono rendere inefficace il loro lavoro.

I Pir ad infrarossi sono sensibili alle variazioni di calore ai movimenti ripetuti, tutte fonti di disturbo. Quindi se avete un camino, se ci sono specchi che riflettono, orologi a pendola che si muovono, fate attenzione.

I sensori di antifurto a doppia tecnologia utilizzano anche dei segnali in alta frequenza, delle microonde, per dare una “conferma” a quello che ha visto la parte ad infrarossi.  Un gatto è passato davanti al sensore, gli infrarossi rilevano una variazione di calore sospetta ed inviano un allarme. Ora tocca alla parte a microonde che effettua un ulteriore controllo. Capisce che è un gatto, l’allarme non è inviato. Si tratta quindi di un ulteriore conferma oppure di una negazione. L’allarme scatta quindi solo quando le due condizioni si verificano.

Come funzionano i sensori microwave:
avete presente i radar degli aerei o militari? In piccolo i rilevatori funzionano alla stessa maniera. Delle onde ad alta frequenza vengono sparata nella zona. Questo “lancio” impiega una certa energia che viene memorizzata dal sensore. Nel lancio successivo, se dovesse essere presente un essere umano, l’energia che si impiega per “riempire” la zona è diversa. Questa diversità fa scattare un campanello d’allarme.

Meglio doppia tecnologia o Pir?
Non sempre si può dare la risposta giusta. Ci sono dei sensori pir molto buoni che fanno un lavoro egregio così come dei doppia tecnologia di scarso valore. E’ chiaro che un doppio controllo fa abbassare la soglia di sensibilità, per qualcuno non potrebbe andar bene.

Poniamo però il caso che un sensore debba lavorare in ambiente sottoposto a variazioni di calore, a disturbi termici. Oppure poniamo il caso che l’ambiente ha dei disturbi elettromagnetici che fanno a cazzotti con le microonde, ad esempio impulsi radio, ripetitori ecc. Un mix di infrarossi + microonde in questo caso sarebbe l’ideale.

Dal punto di vista dei prezzi, a parità di qualità i sensori a doppia tecnologia costano di più rispetto ai pir in doppia frequenza o ai rilevatori Mw.

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Barriere esterne infrarossi e microonde per la casa, villa o negozio

allarme_perimetraleQuando si parla di barriere esterne si vuole indicare un antifurto che si usa per controllare e sorvegliare ampie zone all’esterno del perimetro di uno stabile, sia questo abitazione che villa, magazzino o altra struttura. Questo tipo di allarme viene inoltre usato per monitorare anche vari ambienti all’interno della casa stessa e proteggere la loro sicurezza. Esistono vari tipi di barriere a seconda della loro tipologia, hanno funzioni, proprietà e caratteristiche diverse.

I principali tipi di barriere perimetrali sono: Antifurti e Barriere a Microonde e infrarossi. 
Quello a microonde viene usato principalmente dove occorre un controllo adeguato e sicuro in zone di interesse, ma con una visibilità ridotta, oppure in luoghi molto nebbiosi o piovosi. In queste situazioni vengono installate delle particolari colonne che sono dotate di microonde in grado di trasmettere onde ad alta frequenza che saturano la zona. L’energia differente che viene impiagata per produrre tale energie riesce a far capire al sensore di che tipo di oggetto, animale o essere umano è entrato nell’area di sorveglianza.

Nelle barriere esterne con sensori ad infrarossi, che sono tra i più richiesti in commercio, si prevede l’installazione di vere e proprie “gabbie” ad infrarossi su tutto il perimetro della zona da controllare. Si presentano come bacchette e si installano a coppia, un trasmettitore ed un ricevente. In questo modo si è in grado di rilevare il passaggio di oggetti e persone quando la barriera viene “interrotta”, questo tipo di allarme non è indicato per le zone con scarsa visibilità.

Altro tipo di antifurto perimetrale è quello con i sensori interrati. Si tratta ancora di un allarme perimetrale con sensori che sono incassati nel suolo. Gli ambienti indicati in questo caso sono di solito fabbricati o ville, in cui è necessario per motivi estetici, ma anche per eventuali sabotaggi, non fare notare i sensori. Si tratta di un sistema che garantisce la massima precisione. Infatti è in grado di capire se sta passando una persona, un oggetto o un animale.

Ancora possiamo avere gli allarmi perimetrali a recinzioni. Per proteggere l’esterno delle abitazioni o degli uffici si può usare antifurti con sensori muniti di cavo con microfono, che di solito si posiziona sulle recinzioni. Chiunque venga a contatto con le recinzioni attiva un segnale sonoro che i cavi microfonici analizzano. In alternativa possono essere utilizzati i cavi a fibra ottica, la quale si attiva quando viene tentato di danneggiare la recinzione.

Le barriere esterne mettono in atto una protezione attiva della casa anche in presenza degli abitanti della casa stessa. Infatti è importante essere sicuri anche quando la casa è abitata, non è raro l’intervento di malintenzionati che portano danno ai proprietari stessi. Gli allarmi perimetrali danno la sicurezza e ci permettono di vivere e muoverci all’interno della nostra casa tranquillamente. Questo riguarda anche il riposo notturno.

I nuovi tipi di tecnologia attraverso cui si realizzano gli allarmi e gli antifurto nella casa ci permettono di scegliere particolari ambienti domestici piuttosto che altri; gli allarmi installati a protezione della nostra casa ci permettono di essere distinti in esterni ed interni. Possiamo quindi attivarli insieme o separatamente; se per fare un esempio in giardino c’è un animale domestico come il cane, possiamo disattivare l’allarme della casa per il giardino ed attivare la protezione dove abbiamo bisogno.

La tecnologia è alla continua ricerca di rendere migliore la vita e ci sta riuscendo abbastanza bene per quanto riguarda la sicurezza: ogni persona può scegliere l’allarme adatto alle sue esigenze.

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Prezzi antifurto Tecnoalarm

Tecnoalarm è un’ azienda tutta del made in Italy con sede a San Mauro Torinese, in provincia di Torino. Nel campo della sicurezza è molto rinomata ed ultimamente ha conosciuto notorietà per via degli spot televisivi realizzati con il simpatico Massimo Boldi. La garanzia dei prodotti dell’azienda torinese è data dal fatto che opera nel settore degli antifurti e componentistica di allarme da più di trent’anni. I prodotti offerti hanno un prezzo medio-alto ma la loro qualità è ottima. In questo articolo passeremo in rassegna i costi dei principali kit di antifurto per la casa.

Incominciamo dagli impianti con centralina TP4-20: il prezzo di listino Basic TP4-20/V è di 1.512,40 Euro. Invece, il prezzo di listino dell’impianto TP4-20 GSM/ V è più alto: 2.419,83 Euro. Le caratteristiche della centrale dei sistemi TP4-20 sono le seguenti: è in grado di gestire fino ad un massimo di 20 ingressi, possiede una sezione telefonica GSM o PSTN che consente di monitorare la totalità degli eventi e permette una verifica immediata degli allarmi sfruttando la tecnologia RDV. La connessione Internet via protocollo TCP/IP è opzionale.

 

tecno alarm antifurti costi

 

Passiamo ora agli impianti con TP8-28: tutte le centrali dei sistemi TP8-28 presentano la tecnologia RSC che consente il controllo remoto di tutti i componenti dell’impianto: grazie a questa tecnologia, l’installatore può raggiungere via modem non solo le centrali ma anche i sensori (sia per l’interno che per l’esterno), le console di comando e le sirene. Il prezzo di listino dell’impianto Basic TP8-28/V, dotato di comunicatore telefonico integrato PSTN, è 1.814,88 Euro. Invece, con l’impianto TP8-28 GSM/V si sale di prezzo: infatti, il prezzo di listino è di 2.117,36 Euro. Questo impianto ha integrato un comunicatore telefonico GSM-GPRS.

I sistemi TP8-28 hanno una centrale di allarme che consta di 8 zone espandibili fino ad un massino di 28. I sistemi con centrale TP8-28 esistono anche con impianti non filari ma con impianti wireless. Il prezzo di listino dell’impianto wireless con TP8-28 GSM/V è abbastanza elevato, ovvero 3.226,45 Euro. Questo tipo di impianto è ideale per chi ha una casa antica o non vuole fare opere di muratura. Gli impianti in wireless hanno la stessa affidabilità degli impianti filari.

L’impianti con TP8-96 Video hanno una centrale composta di 8 zone espandibili fino a 96. Il sistema, inoltre, riconosce ben 202 codici numerici ed è stato programmato per riconoscere 100 radiocomandi e ben 100 impronte digitali. Il sistema Videoalarm con centrale TP8-96, nella sua versione base, ha un costo di 2.823,14 Euro.

Le console Tecnoalarm sono necessarie per la corretta funzionalità delle centrali: tutte hanno lo schermo LCD, la tastiera in gomma. La console LCD 300/S, nata dalla collaborazione con Pininfarina per quanto riguarda il design, ha un prezzo di 175,00 Euro. Questa console integra un sintetizzatore vocale in più lingue. Il prezzo della console di comando TSP 7000, nella sua versione base, è di circa 750,00 Euro. Questa console è semplice da usare perché presenta menù grafici facili da intuire; inoltre, ha un schermo touch-screen da 7 pollici, un sensore di temperatura, un pulsantino di stand-by e altre caratteristiche.

Si sale di prezzo, ma si tratta di impianti professionali, con TP16-512, il top della gamma Tecnoalarm. In questo caso possiamo gestire fino a 512 zone di cui 128 posso essere connesse in modo wireless con doppia frequenza 422-868 Mhz). La console TSP 7000 permette la gestione a comando con carta RFID e lettore biometrico di impronte digitali per una sicurezza massima.

Sito web.

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Tastiere, Telecomandi e Chiavi Elettroniche per il controllo dell’ Antifurto

Per gestire e controllare un impianto di antifurto si utilizzano principalmente tre dispositivi: tastiere, telecomandi e chiavi elettroniche. Ognuno di loro ha le sue peculiarità, caratteristiche, vantaggi e svantaggi. Capiamo subito che, quando controlliamo l’allarme con un segnale che viaggia per aria, ad esempio tramite telecomando, siamo più facilmente esposti a manomissioni o tentativi di Hijack, sabotaggio. Diamo ora un’occhiata ad ognuno di questi singoli componenti.

Le tastiere

tastiera allarmeè il modo più efficace ed anche quello più utilizzato per gestire un impianto di antifurto. Solitamente sono integrate nella centralina e possiedono un display Lcd che ne facilita l’utilizzo. L’attivazione e disattivazione avviene tramite la digitazione di un codice numerico. Attraverso la tastiera possiamo gestire tutti i singoli componenti dell’ allarme, disattivare o parzializzare le zone controllate.
Trovandosi all’ interno dell’ abitazione le tastiere offrono un alto grado di protezione, la loro manomissione è molto difficile perchè il ladro dovrebbe penetrare all’ interno dell’ appartamento, ma in quel caso scatterebbe l’allarme che gli offrirebbe poco tempo per la “manipolazione“.
Molte tastiere di centraline offrono la possibilità di gestire più codici diversi, ad ognuno di esso corrisponde l’attivazione o disattivazione magari di una parte della casa. Molto utile ad esempio per il personale di servizio.

I telecomandi

telecomando antifurtocome abbiamo visto questi dispositivi permettono di controllare, attivare o disattivare l’antifurto a distanza. Il segnale viaggia nell’ aria. Sebbene ci siano tecniche di criptaggio del segnale che garantiscono una buona protezione, si tratta pur sempre di impulsi che viaggiano nell’ aria seppur in doppia frequenza, 433 e 866 Mhz, non saremo quindi mai mai al sicuro al 100%. Il telecomando quindi potrebbe essere duplicato se qualcuno “rubasse” la chiave di frequenza. Potremmo quindi pensare di utilizzarlo solo per l’attivazione-disattivazione di aree non delicate, quando c’è la comodità di schiacciare un solo pulsante.

Le chiavi elettroniche

chiave allarmeavete presente le tessere che utilizzate per aprire le porte della vostra camera in albergo? Le chiavi elettroniche in un impianto di allarme funzionano più o meno allo stesso modo, anche se in quel caso si utilizzano lettori di prossimità. Negli anni il settore si è evoluto. Ci sono vecchi modelli con chip all’interno della chiave che non possono più essere duplicati se non dal produttore. Oggi le chiavi elettroniche MPKEY possono essere facilmente programmabili ed hanno codici scelti tra miliardi di combinazioni che garantiscono un altissimo profilo di sicurezza.

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