Installazione antifurto per casa Milano

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Un nostro lettore installatore della marca HDPRO ci ha inviato delle immagini della installazione a basso costo che ha effettuato vicino a Milano, in realtà tra Milano e Torino in una località che ovviamente per motivi di riservatezza non possiamo svelare. Sensore da esterno HDPROIl nostro amico installatore di antifurti senza fili con poche centinaia di euro ha configurato e attaccato al muro dei sensori da esterno doppia tecnologia e pet immune ovvero che non scattano in presenza di animali di piccola taglia, nella prima immagine vediamo un sensore di questo tipo. Chiamati anche sensori magnetici o contatti porta a circuito chiuso. Questi sensori si connettono ai bordi delle porte  delle finestre e delle tapparelle. Il loro funzionamento e garantito da sensori magnetici senza fili i quali fino a quando la porta resta chiusa restano sovrapposti creando un circuito chiuso, poi nel momento in cui la porta viene aperta il sensore viene interrotto e parte l’allarme. Installare questo antifurto è molto semplice e può essere fatto anche da tutti anche chi non è particolarmente esperto. Basta seguire questi pochi passaggi per avere una maggiore sicurezza per la vostra abitazione . Il nostro amico installatore qui di seguito ha inviato 2 sensori magnetici per porta o finestra di colore bianco e di colore nero. Tra i servizi forniti vi è anche la colorazione RAL del sensore nel colore corrispondete all’imposta. Ringraziamo il nostro amico installatore e chi volesse richiedere un preventivo può contattarlo cliccando qui sopra in alto nella richiesta di preventivi per antifurto senza fili o allarmi wireless su molte città italiane tra cui Roma Milano Torino Genova Firenze Pisa Livorno.

sensore porta finestra                         sensore antifurto senza fili

Qual è il miglior antifurto in kit per casa wireless?

allarme casa in kit

esempio di kit allarme per casa

Molti ci inviano delle richieste su come scegliere il miglior antifurto per la propria casa, il sito antifurtoallarme.com è stato creato da un gruppo di tecnici, installatori o semplici hobbysti, desiderosi di condividere con i lettori le loro esperienze e conoscenze nel campo degli impianti d’allarme. L’intento è quello di offrire consigli, con un linguaggio semplice e alla portata di tutti, a chi voglia comprare  un kit antifurto casa e non abbia ancora le idee chiare su quale allarme per la sua abitazione scegliere. 

Fondamentale e’  l’attenzione al prezzo del prodotto scelto. Grazie all’e-commerce, infatti, anche un impianto anti-intrusione e’ acquistabile on line. E’ possibile trovare dei pratici kit antifurto fai da te, che non richiedono la presenza di un tecnico per l’installazione e con la comunicazione tra i sensori senza fili, grazie alla quale non è necessario operare interventi sulle murature se non il semplice forare con un trapano le pareti per attaccare i sensori volumetrici chiamati anche pir o infrarossi.

Su questo blog o forum si sono affrontati argomenti sui vari tipi di impianto di allarme, i kit allarme fai da te, l’antifurto senza fili, l’allarme GSM, i kit antifurto wireless, e alle loro componenti, ma anche le leggi e le normative fiscali in materia, ciò che riguarda l’installazione e l’importanza anche degli ausili di protezione passiva, come le porte blindate.

Non dimentichiamo che attualmente e’ possibile usufruire dello sconto del 50% di detrazione fiscale sugli acquisti dei kit antifurto, crediamo sia una occasione da non perdere.

Alcuni esempi di marche di sistemi antifurto possono essere  HdProDaitem, Diagral, Tecnoalarm, Logisty, Bentel e così via.

Quale Rilevatore scegliere per il proprio Antifurto

sensore_allarmeI sensori, chiamati anche rilevatori, utilizzati nei sistemi anti intrusione sono dei componenti fondamentali in un impianto di allarme. Il nome spiega già tutto a proposito del loro compito, ovvero quello di individuare l’accesso di un intruso all’interno dell’area sottoposta alla loro sorveglianza. Può essere un appartamento, un ufficio, un magazzino, un negozio o la parte perimetrale di un edificio o villa.

I sensori si accorgono del movimento di un corpo umano e inviano un segnale alla centralina che fa scattare l’allarme. Attraverso la sirena si attiva quello visivo e acustico e con il commutatore telefonico Gsm parte la chiamata. Insomma il sensori è importantissimo in un antifurto per la casa e l’acquisto va ben ponderato, così come la giusta installazione. Sul mercato ci sono vari tipi di rilevatori che possiamo riassumere in quattro tipi:

  • Pir, passive infra red ovvero a raggi infrarossi
  • Sensori a microonde
  • A doppia tecnologia
  • Interrati.

I Pir a raggi infrarossi

sono quelli più utilizzati ed anche i più economici. La circuiteria elettronica controlla il sensore infrared che capta la temperatura d’ambiente a distanza di parecchi metri. Quando un intruso, che emette calore, entra nel campo visivo di controllo, il sensore si “accorge” del cambiamento di temperatura e fa scattare l’allarme.

I prezzi partono da poche decine di euro, ma possono arrivare anche a superare i 200 euro per i modelli da esterno con alta protezione Ip contro acqua, pioggia, vento e neve e dotati di sistemi di antisabotaggio.  Possono essere installati singolarmente oppure in coppia. In questo ultimo caso si forma una barriera a raggi infrarossi. Ci sarà un emettitore di raggio infrarosso ed un ricevitore, quando viene interrotto questo filo invisibile per il passaggio di un essere umano, parte l’allarme. Le barriere di questo tipo sono molto utili per essere installate a protezione di muri perimetrali, giardini, balconi e terrazzi.

Rilevatori a Microonde

si utilizzano onde ad alta frequenze lanciate dal sensore. Viene calcolata l’energia impiegata per “saturare” la stanza controllata nello stato di quiete. Quando un estraneo penetra internamente o esternamente l’energia per “riempire” la zona è cambiata, a questo punto scatta l’allarme.

A doppia tecnologia

si utilizzano gli infrarossi e le microonde. Si fa un doppio controllo e l’impulso di allarme viene inviato soltanto se le due condizioni danno esito positivo.

Interrati

utilizzati in pochi casi e soltanto per aree militari o con sorveglianza doppia.

Quale sensore scegliere.

Un buon installatore è in grado di darvi il consiglio giusto, ma per coloro che hanno il pallino del fai da te vi possiamo suggerire alcune cose. I pir sono molto veloci nell’attraversamento, ovvero nel riconoscere una persona che attraversa in maniera perpendicolare rispetto al sensore la zona da lui controllata. I microonde invece sono molto efficaci nel riconoscere l’avvicinamento di un estraneo che cammina verso il sensore.

Fonti di calore, ventilatori, specchi, camini, materiali riflettenti in alluminio, oggetti in movimento perpetuo sono tutte cose che disturbano i Pir. Onde radio, forni a microonde, ripetitori tv e di telefonia cellulare danno fastidio ai microwave. Ricordate che i doppia tecnologia abbassano la “sensibilità” di un antifurto, ma potrebbero non scattare quando c’è bisogno. Tutti comunque hanno la funzione “pet immune” che serve per ridurre i falsi allarmi al passaggio di animali da casa come gatti, cani, uccellini in giardino.

Wireless o filare:

sempre meglio utilizzare un filare, meno intercettabile, ma se non ne potete fare a meno scegliete i sensori che trasmettono in doppia frequenza, 433 e 866 Mhz, una sicurezza in più contro eventuali tentativi di intrusione. I sensori collegati con filo consumano inoltre meno batteria.

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I Sensori Interrati che si nascondono per proteggere aree Aperte

sensori_interratiI sensori interrati per antifurti sono molto importanti perché garantiscono un elevato grado di efficacia contro le eventuali intrusioni da parte di individui provenienti dall’esterno che calpestano l’area sotto protezione.

Vengono definiti in questo modo perchè si installano al di sotto del livello del terreno, adatti per proteggere luoghi dall’elevata importanza dal punto di vista culturale, come musei, monumenti di alto interesse storico ed edifici caratteristici, ma anche per le abitazioni private, uffici, capannoni e negozi.

Questi particolari sistemi sono totalmente invisibili dall’esterno e il loro percorso non può mai essere individuato da un occhio umano. Tutto ciò conferisce a questo metodo di protezione una determinata rilevanza anche per ciò che riguarda la stabilità e l’efficienza.

Come funzionano:
i sensori, quando attivati, creano un campo magnetico sensibile alle vibrazioni del calpestio. Ovviamente sono tarati per non inviare un allarme se un piccolo animale attraversa il campo, diversamente l’impulso è inviato alla centralina che fa suonare la sirena e partire la chiamata telefonica tramite combinatore.

I sensori interrati per antifurti possono essere inseriti in terreni di qualsiasi tipologia, dalla terra battuta all’asfalto, dal prato all’acciottolato passando per superfici fangose e porfide. Gli eventuali avvallamenti non mettono in difficoltà l’installazione di una protezione del genere, che riesce a garntire sempre e comunque una copertura uniforme e dall’alto grado di sicurezza per chi ne fa utilizzo.

Questi rilevatori sono molto utili perché consentono di inviare un allarme in caso di intrusione di essere umani, trascurando l’eventuale apparizione di piccole creature appartenenti al mondo animale, tra i quali gli uccelli, cani e gatti che, in altre occasioni, potrebbero far suonare l’antifurto per errore. I sensori sono stati progettati per essere altamente resistenti ad ogni variazione atmosferica e meteorologica, oltre a possedere un tasso molto ridotto di interferenze esterne al sistema e possono essere utilizzati anche insieme alle barriere perimetrali a raggi infrarossi.

I sistemi di protezione perimetrale interrata possono funzionare anche in collaborazione con il sistema GPS, che offre la possibilità di installare tubi nel terreno e attraverso un’attenta analisi dei vari segnali provenienti dall’ambiente circostante.

Tra le marche più note, quella della GPS Standard offre molteplici opportunità di protezioni perimetrali invisibili, che possono essere gestite grazie alla rete di centralizzazione del Multiplex 2000. Quest’ultimo è determinato da un’Unità di Controllo Perimetrale che si occupa delle periferiche dei vari sistemi remoti o locali e funziona con l’ausilio di una coppia di linee ad alta velocità.

Anche Lynx ha creato un sistema di sensori di questo tipo e funziona mediante il campo elettromagnetico, che intercetta tutte le intrusioni e scopre il punto esatto in cui un individuo si va a posizionare. Torosicurezza risponde con un sistema di GPS dalla totale invisibilità, che può essere installato in maniera flessibile e fonda le sue basi su un principio idraulico a differenza di pressione. In conclusione, esistono sensori interrati per antifurti che possono essere adatti a qualsiasi tipo di esigenza e per ogni categoria di cliente.

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Come funzionano i Sensori di Antifurto a Doppia Tecnologia

sensori_doppia_tecnologiaI falsi allarmi rappresentano il punto debole di un sistema di antifurto. Gli installatori lo sanno bene. Un allarme che “scatta” in maniera errata è inefficace e non fa il suo dovere. Il problema è rappresentato dalla sensibilità dei rilevatori che devono essere ben tarati secondo le peculiarità della zona da controllare. Il problema si può risolvere utilizzando i sensori di antifurto a doppia tecnologia.

Cosa sono, come funzionano? I sensori a doppia tecnologia utilizzano due “sistemi” per controllare la presenza di un essere umano nell’area sottoposta alla loro vigilanza. Sistema uno: microonde, sistema due: raggi infrarossi.

Abbiamo già affrontato il funzionamento dei sensori volumetrici da interno, semplici, economici ed efficaci allo stesso tempo. Si tratta di rilevatori Pir passivi che riescono a “comprendere” a distanza quella che è la variazione termica nell’area controllata. Quando passa un essere umano, che emette calore, viene inviato un allarme.

I falsi allarmi:
come detto questa problematica preoccupa molto gli installatori. Il sensore non deve inviare un segnale di allarme quando passa un gatto, un cane, quando un uccellino si posa davanti. Oppure se posati all’esterno quando il sole ci riflette contro, quando c’è vento o piove. Sono tutti motivi di disturbo che possono rendere inefficace il loro lavoro.

I Pir ad infrarossi sono sensibili alle variazioni di calore ai movimenti ripetuti, tutte fonti di disturbo. Quindi se avete un camino, se ci sono specchi che riflettono, orologi a pendola che si muovono, fate attenzione.

I sensori di antifurto a doppia tecnologia utilizzano anche dei segnali in alta frequenza, delle microonde, per dare una “conferma” a quello che ha visto la parte ad infrarossi.  Un gatto è passato davanti al sensore, gli infrarossi rilevano una variazione di calore sospetta ed inviano un allarme. Ora tocca alla parte a microonde che effettua un ulteriore controllo. Capisce che è un gatto, l’allarme non è inviato. Si tratta quindi di un ulteriore conferma oppure di una negazione. L’allarme scatta quindi solo quando le due condizioni si verificano.

Come funzionano i sensori microwave:
avete presente i radar degli aerei o militari? In piccolo i rilevatori funzionano alla stessa maniera. Delle onde ad alta frequenza vengono sparata nella zona. Questo “lancio” impiega una certa energia che viene memorizzata dal sensore. Nel lancio successivo, se dovesse essere presente un essere umano, l’energia che si impiega per “riempire” la zona è diversa. Questa diversità fa scattare un campanello d’allarme.

Meglio doppia tecnologia o Pir?
Non sempre si può dare la risposta giusta. Ci sono dei sensori pir molto buoni che fanno un lavoro egregio così come dei doppia tecnologia di scarso valore. E’ chiaro che un doppio controllo fa abbassare la soglia di sensibilità, per qualcuno non potrebbe andar bene.

Poniamo però il caso che un sensore debba lavorare in ambiente sottoposto a variazioni di calore, a disturbi termici. Oppure poniamo il caso che l’ambiente ha dei disturbi elettromagnetici che fanno a cazzotti con le microonde, ad esempio impulsi radio, ripetitori ecc. Un mix di infrarossi + microonde in questo caso sarebbe l’ideale.

Dal punto di vista dei prezzi, a parità di qualità i sensori a doppia tecnologia costano di più rispetto ai pir in doppia frequenza o ai rilevatori Mw.

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Category: componenti

Barriere esterne infrarossi e microonde per la casa, villa o negozio

allarme_perimetraleQuando si parla di barriere esterne si vuole indicare un antifurto che si usa per controllare e sorvegliare ampie zone all’esterno del perimetro di uno stabile, sia questo abitazione che villa, magazzino o altra struttura. Questo tipo di allarme viene inoltre usato per monitorare anche vari ambienti all’interno della casa stessa e proteggere la loro sicurezza. Esistono vari tipi di barriere a seconda della loro tipologia, hanno funzioni, proprietà e caratteristiche diverse.

I principali tipi di barriere perimetrali sono: Antifurti e Barriere a Microonde e infrarossi. 
Quello a microonde viene usato principalmente dove occorre un controllo adeguato e sicuro in zone di interesse, ma con una visibilità ridotta, oppure in luoghi molto nebbiosi o piovosi. In queste situazioni vengono installate delle particolari colonne che sono dotate di microonde in grado di trasmettere onde ad alta frequenza che saturano la zona. L’energia differente che viene impiagata per produrre tale energie riesce a far capire al sensore di che tipo di oggetto, animale o essere umano è entrato nell’area di sorveglianza.

Nelle barriere esterne con sensori ad infrarossi, che sono tra i più richiesti in commercio, si prevede l’installazione di vere e proprie “gabbie” ad infrarossi su tutto il perimetro della zona da controllare. Si presentano come bacchette e si installano a coppia, un trasmettitore ed un ricevente. In questo modo si è in grado di rilevare il passaggio di oggetti e persone quando la barriera viene “interrotta”, questo tipo di allarme non è indicato per le zone con scarsa visibilità.

Altro tipo di antifurto perimetrale è quello con i sensori interrati. Si tratta ancora di un allarme perimetrale con sensori che sono incassati nel suolo. Gli ambienti indicati in questo caso sono di solito fabbricati o ville, in cui è necessario per motivi estetici, ma anche per eventuali sabotaggi, non fare notare i sensori. Si tratta di un sistema che garantisce la massima precisione. Infatti è in grado di capire se sta passando una persona, un oggetto o un animale.

Ancora possiamo avere gli allarmi perimetrali a recinzioni. Per proteggere l’esterno delle abitazioni o degli uffici si può usare antifurti con sensori muniti di cavo con microfono, che di solito si posiziona sulle recinzioni. Chiunque venga a contatto con le recinzioni attiva un segnale sonoro che i cavi microfonici analizzano. In alternativa possono essere utilizzati i cavi a fibra ottica, la quale si attiva quando viene tentato di danneggiare la recinzione.

Le barriere esterne mettono in atto una protezione attiva della casa anche in presenza degli abitanti della casa stessa. Infatti è importante essere sicuri anche quando la casa è abitata, non è raro l’intervento di malintenzionati che portano danno ai proprietari stessi. Gli allarmi perimetrali danno la sicurezza e ci permettono di vivere e muoverci all’interno della nostra casa tranquillamente. Questo riguarda anche il riposo notturno.

I nuovi tipi di tecnologia attraverso cui si realizzano gli allarmi e gli antifurto nella casa ci permettono di scegliere particolari ambienti domestici piuttosto che altri; gli allarmi installati a protezione della nostra casa ci permettono di essere distinti in esterni ed interni. Possiamo quindi attivarli insieme o separatamente; se per fare un esempio in giardino c’è un animale domestico come il cane, possiamo disattivare l’allarme della casa per il giardino ed attivare la protezione dove abbiamo bisogno.

La tecnologia è alla continua ricerca di rendere migliore la vita e ci sta riuscendo abbastanza bene per quanto riguarda la sicurezza: ogni persona può scegliere l’allarme adatto alle sue esigenze.

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Prezzi antifurto Tecnoalarm

Tecnoalarm è un’ azienda tutta del made in Italy con sede a San Mauro Torinese, in provincia di Torino. Nel campo della sicurezza è molto rinomata ed ultimamente ha conosciuto notorietà per via degli spot televisivi realizzati con il simpatico Massimo Boldi. La garanzia dei prodotti dell’azienda torinese è data dal fatto che opera nel settore degli antifurti e componentistica di allarme da più di trent’anni. I prodotti offerti hanno un prezzo medio-alto ma la loro qualità è ottima. In questo articolo passeremo in rassegna i costi dei principali kit di antifurto per la casa.

Incominciamo dagli impianti con centralina TP4-20: il prezzo di listino Basic TP4-20/V è di 1.512,40 Euro. Invece, il prezzo di listino dell’impianto TP4-20 GSM/ V è più alto: 2.419,83 Euro. Le caratteristiche della centrale dei sistemi TP4-20 sono le seguenti: è in grado di gestire fino ad un massimo di 20 ingressi, possiede una sezione telefonica GSM o PSTN che consente di monitorare la totalità degli eventi e permette una verifica immediata degli allarmi sfruttando la tecnologia RDV. La connessione Internet via protocollo TCP/IP è opzionale.

 

tecno alarm antifurti costi

 

Passiamo ora agli impianti con TP8-28: tutte le centrali dei sistemi TP8-28 presentano la tecnologia RSC che consente il controllo remoto di tutti i componenti dell’impianto: grazie a questa tecnologia, l’installatore può raggiungere via modem non solo le centrali ma anche i sensori (sia per l’interno che per l’esterno), le console di comando e le sirene. Il prezzo di listino dell’impianto Basic TP8-28/V, dotato di comunicatore telefonico integrato PSTN, è 1.814,88 Euro. Invece, con l’impianto TP8-28 GSM/V si sale di prezzo: infatti, il prezzo di listino è di 2.117,36 Euro. Questo impianto ha integrato un comunicatore telefonico GSM-GPRS.

I sistemi TP8-28 hanno una centrale di allarme che consta di 8 zone espandibili fino ad un massino di 28. I sistemi con centrale TP8-28 esistono anche con impianti non filari ma con impianti wireless. Il prezzo di listino dell’impianto wireless con TP8-28 GSM/V è abbastanza elevato, ovvero 3.226,45 Euro. Questo tipo di impianto è ideale per chi ha una casa antica o non vuole fare opere di muratura. Gli impianti in wireless hanno la stessa affidabilità degli impianti filari.

L’impianti con TP8-96 Video hanno una centrale composta di 8 zone espandibili fino a 96. Il sistema, inoltre, riconosce ben 202 codici numerici ed è stato programmato per riconoscere 100 radiocomandi e ben 100 impronte digitali. Il sistema Videoalarm con centrale TP8-96, nella sua versione base, ha un costo di 2.823,14 Euro.

Le console Tecnoalarm sono necessarie per la corretta funzionalità delle centrali: tutte hanno lo schermo LCD, la tastiera in gomma. La console LCD 300/S, nata dalla collaborazione con Pininfarina per quanto riguarda il design, ha un prezzo di 175,00 Euro. Questa console integra un sintetizzatore vocale in più lingue. Il prezzo della console di comando TSP 7000, nella sua versione base, è di circa 750,00 Euro. Questa console è semplice da usare perché presenta menù grafici facili da intuire; inoltre, ha un schermo touch-screen da 7 pollici, un sensore di temperatura, un pulsantino di stand-by e altre caratteristiche.

Si sale di prezzo, ma si tratta di impianti professionali, con TP16-512, il top della gamma Tecnoalarm. In questo caso possiamo gestire fino a 512 zone di cui 128 posso essere connesse in modo wireless con doppia frequenza 422-868 Mhz). La console TSP 7000 permette la gestione a comando con carta RFID e lettore biometrico di impronte digitali per una sicurezza massima.

Sito web.

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Tastiere, Telecomandi e Chiavi Elettroniche per il controllo dell’ Antifurto

Per gestire e controllare un impianto di antifurto si utilizzano principalmente tre dispositivi: tastiere, telecomandi e chiavi elettroniche. Ognuno di loro ha le sue peculiarità, caratteristiche, vantaggi e svantaggi. Capiamo subito che, quando controlliamo l’allarme con un segnale che viaggia per aria, ad esempio tramite telecomando, siamo più facilmente esposti a manomissioni o tentativi di Hijack, sabotaggio. Diamo ora un’occhiata ad ognuno di questi singoli componenti.

Le tastiere

tastiera allarmeè il modo più efficace ed anche quello più utilizzato per gestire un impianto di antifurto. Solitamente sono integrate nella centralina e possiedono un display Lcd che ne facilita l’utilizzo. L’attivazione e disattivazione avviene tramite la digitazione di un codice numerico. Attraverso la tastiera possiamo gestire tutti i singoli componenti dell’ allarme, disattivare o parzializzare le zone controllate.
Trovandosi all’ interno dell’ abitazione le tastiere offrono un alto grado di protezione, la loro manomissione è molto difficile perchè il ladro dovrebbe penetrare all’ interno dell’ appartamento, ma in quel caso scatterebbe l’allarme che gli offrirebbe poco tempo per la “manipolazione“.
Molte tastiere di centraline offrono la possibilità di gestire più codici diversi, ad ognuno di esso corrisponde l’attivazione o disattivazione magari di una parte della casa. Molto utile ad esempio per il personale di servizio.

I telecomandi

telecomando antifurtocome abbiamo visto questi dispositivi permettono di controllare, attivare o disattivare l’antifurto a distanza. Il segnale viaggia nell’ aria. Sebbene ci siano tecniche di criptaggio del segnale che garantiscono una buona protezione, si tratta pur sempre di impulsi che viaggiano nell’ aria seppur in doppia frequenza, 433 e 866 Mhz, non saremo quindi mai mai al sicuro al 100%. Il telecomando quindi potrebbe essere duplicato se qualcuno “rubasse” la chiave di frequenza. Potremmo quindi pensare di utilizzarlo solo per l’attivazione-disattivazione di aree non delicate, quando c’è la comodità di schiacciare un solo pulsante.

Le chiavi elettroniche

chiave allarmeavete presente le tessere che utilizzate per aprire le porte della vostra camera in albergo? Le chiavi elettroniche in un impianto di allarme funzionano più o meno allo stesso modo, anche se in quel caso si utilizzano lettori di prossimità. Negli anni il settore si è evoluto. Ci sono vecchi modelli con chip all’interno della chiave che non possono più essere duplicati se non dal produttore. Oggi le chiavi elettroniche MPKEY possono essere facilmente programmabili ed hanno codici scelti tra miliardi di combinazioni che garantiscono un altissimo profilo di sicurezza.

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Centralina Antifurto Casa i Prezzi e le Marche Migliori

centralina allarmeLa centralina di un impianto di antifurto rappresenta il cervello dell’ intero sistema. Gestisce i segnali provenienti dai vari componenti come sensori, contatti magnetici, telecamere, rilevatori esterni e poi fa scattare l’allarme, sia sonoro che visivo. Si presenta come una scatolina di spessore ridotto installata solitamente a parete, spesso in prossimità della porta principale di casa. La tastiera con il display lcd permette al proprietario di casa di attivare/disattivare l’allarme sia in maniera totale che parziale. Ha una batteria tampone che la rende autonoma energeticamente, immune da qualsiasi blackout o tentativo di manomissione.

Come avete capito è un componente importante del nostro impianto, se i sensori sono il braccio, la centralina è sicuramente la mente. I prezzi non sono altissimi, può essere acquistata singolarmente o in kit. Il costo varia da marca e modello e dipende dalle prestazioni che garantisce. Si parte da 200 euro e si arriva a circa 1000 euro per una centralina di fascia alta.

Cos’è che fa la differenza fra un modello e l’altro? Vale la pena spendere tanti soldi in più per un solo componente? Cerchiamo di capirne di più.

Un primo “optional” che potrebbe essere interessante avere è quello del combinatore telefonico. Questo dispositivo spesso presente già all’interno della centrale, può essere comunque aggiunto successivamente, permette di comunicare con il mondo esterno quando si attiva l’allarme. In maniera specifica permette di chiamare una serie di numeri predefiniti, compresi quelli delle forze dell’ Ordine, a cui viene inviato un messaggio da noi precedentemente registrato. Viene utilizzata la normale linea telefonica e/o la linea Gsm, in quest’ultimo caso dovremo procurarci un sim da installare all’ interno del combinatore.

Doppia frequenza:

le centraline possono comunicare con i vari componenti attraverso il cavo oppure in maniera wireless. In quest’ultimo caso lo fanno utilizzando per maggiore sicurezza (per evitare il cosiddetto jamming, intrusione esterna), due frequenze separate, ecco perchè si parla di doppia frequenza, solitamente 433 Mhz e 866 Mhz.

Le zone da controllare:

nelle specifiche di ogni centralina di antifurto ci sono le zone che può “gestire”. Si tratta ad esempio di una singola stanza, di una specifica area ecc, che ovviamente possono essere “parzializzate”, escluse, dall’ antifurto quando noi siamo in casa. Pensiamo alla camera da letto dove dormiamo, di notte la dobbiamo “escludere” altrimenti l’allarme scatterebbe, dobbiamo invece attivare il soggiorno, la cucina, il balcone ecc. Ognuna di queste aree è una zona dove sarà presente il sensore, ogni centralina ha un numero massimo di “zone” che può gestire. Possono essere anche comprati dei moduli aggiuntivi da agganciare alla centrale che gestiscono un numero maggiore di aree.

La programmazione:

si va verso il pieno controllo remoto dei dispositivi. Le centraline più evolute permettono anche di gestire la domotica della casa che avviene attraverso la programmazione del termostato, la chiusura delle tapparelle ecc. Anche in questo caso si può controllare il proprio antifurto, disattivarlo, attivarlo, attraverso delle applicazioni smartphone. In questo caso, anche se il livello di sicurezza è alto, c’è un rischio in più di intrusione che può avvenire attraverso Internet.

Le marche delle centraline:

ogni brand ha in catalogo la propria centrale a cui possono essere collegati i componenti della stessa serie. Bentel è di fascia alta a seguire possiamo mettere Tecnoalarm, Lince, Risco, Diagral, Progesty. Quelle che abbiamo nominato sono le marche migliori presenti sul mercato italiano, qualcuno si affida a prodotti cinesi. Non abbiamo nulla contro la produzione made in China, anche perchè i brand più famosi esternalizzano, la differenza è la garanzia sul funzionamento che in quest’ultimo casa non è data da un marchio affidabile e di comprovata sicurezza.

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Contatti Magnetici per Porte e Finestre

contatto antifurtoI contatti magnetici installati in prossimità delle entrate di abitazioni, quindi porte e finestre, rappresentano il metodo più diffuso ed economico utilizzato nell’installazione degli antifurti domestici per garantire la sicurezza della casa.

Il tutto funziona con l’ applicazione di piccoli dispositivi che contengono i contatti stessi. Si presentano come un involucro di plastica o di metallo  che può avere forma cilindrica o rettangolare e sono detti “contatti a tendina“. Nel caso delle porte, uno è installato sul battente e uno è installato sulla porta stessa. In tal mondo quando le due parti vengono separate nel caso di un effrazione scatta l’ allarme, che invia subito il segnale alla centrale di sorveglianza. I contatti sono di tipo magnetico e in caso di manomissione, danneggiamento o di batteria scarica viene inviato un segnale alla centrale grazie alla quale il sistema è sempre efficiente e sotto controllo.

Nel caso invece si tratti delle finestre è sempre utile applicare 2 coppie di contatti, una coppia come nel caso delle porta, tra battente e porta stessa, e l’ altra direttamente sulle ante o scuri, oppure sulla tapparella. Possono anche essere infilati nel cilindro di chiusura. Quando vengono “allontanati” tra di loro inviano un segnale di allarme, wireless o con filo, alla centralina.

Esistono in commercio vari tipi di contatti, principalmente sono disponibili quelli “a vista” e quelli invece inseriti nella struttura stessa, quindi non visibili. La scelta su quali siano i più adatti alle vostre esigenze dipenderà dal tipo di apertura su cui verranno installati e dalla struttura stessa della casa. In generale sono componenti dal costo non eccessivo, (dai 10 ai 50 euro) e l’ unica difficoltà potrebbe essere nel posizionamento per permettere il passaggio di cavi.

Il montaggio dei contatti deve essere effettuato sullo stipite della porta nella parte interna. Si può optare per il fissaggio attraverso dei fori praticati nella porta con un trapano, mentre se non si desidera danneggiare infissi e in generale i serramenti, i contatti si possono attaccare con dei potenti biadesivi, che per altro rappresentano la soluzione più veloce ed economica.

contatto magnetico incasso

Tutti i contatti di cui abbiamo parlato sono basati sulla “tecnologia reed“che consiste nella presenza di un magnete e di due lamine sottili che si sfiorano e che si trovano all’interno di un’ ampolla di vetro sotto vuoto. Il contatto è fissato appunto sui punti strategici delle entrare di casa e si attiva nel momento in cui vengono aperte porte o finestre mentre cessa quando sono chiuse. Con questa tecnologia si possono anche calibrare le distanze di rilevamento (raggio d’ azione) entro cui il magnete rileverà la presenza di estranei.

Il fatto che non siano legati ad apparati meccanici garantisce un’alta affidabilità di tutto il sistema. Sono stati messi in commercio anche dei modelli con uno speciale apparato anti – sabotaggio.  Molti contatti magnetici sono anche “antiscasso” ovvero reagiscono ad eventuali percussioni che si perpetuano ai danni di porte e finestre.